Encomio del MIUR per il progetto teatrale “Attese” (Pon ” Scenari per l’Inclusione”)

Encomio del MIUR per il progetto teatrale “Attese” (Pon ” Scenari per l’Inclusione”)

Encomio del Ministero dell’Istruzione

Gli attori e i tecnici del liceo “Mazzini” presentano la loro ultima piecés teatrale “ATTESE”.

Anche quest’anno, nonostante i condizionamenti della didattica a distanza, gli studenti, coordinati da Sara Coppola e Adriana Russo, sono riusciti a realizzare il loro spettacolo recitando, rigorosamente ognuno da casa sua, davanti alle telecamere dei propri computer, ricreando con la mimica facciale, i gesti e i pochi oggetti di scena e una essenziale scenografia virtuale, l’atmosfera di un testo cardine della drammaturgia contemporanea “Aspettando Godot” di Beckett, un testo che conserva integro il suo spirito pur se riadattato e modulato per le esigenze dei giovani interpreti. E oggi, come non mai, diventa anche un messaggio di particolare impatto emozionale e aiuta a far riflettere sull’attuale momento di sospensione e di attesa che il mondo sta vivendo, in attesa di trovare una soluzione per il covid19.

Nell’arco di meno di un’ora, si articolano le due parti dello spettacolo, costruite contaminando generi e forme d’arte diversi, dove il cartoon, lo skecht, la macchietta, la musica, il visivo multimediale, i disegni creati “ad hoc” contribuiscono tutti insieme a creare un unico evento.

L’attesa allora si declina nelle sue più diverse sfumature: l’attesa per la vita, dove personaggi appartenenti a un’umanità varia, giocano con lo scorrere del tempo per tirare avanti, per inventarsi un modo diverso, ma quotidianamente uguale e ripetitivo, per esercitarsi a vivere ogni giorno a interpretare il proprio ruolo nella società. Un’umanità fragile, essenziale, preda di possibili cattiverie che sono sempre nascoste nell’animo umano, in attesa di qualcosa che mai arriverà o che vivrà di piccole attese come quelle di una bizzarra natività (in omaggio ad un pezzo storico della Smorfia) o di un’interrogazione sempre temuta e inaspettata (riecheggiando un pezzo di Brignano) o di un amore travolgente (la pazzia di Ofelia, dall’Amleto shakespeariano). Lo spettacolo è anche un omaggio a Giorgio Gaber, che sull’attesa ha dedicato diverse opere e così per i giovani teatranti tutto ciò diventa un ulteriore momento di conoscenza di una voce che ha saputo cantare e interpretare le inquietudini umane dell’uomo moderno. “Il pezzo del signor G” apre il primo atto e la canzone l’”Attesa” chiude lo spettacolo.

All’intera operazione hanno partecipato 26 studenti di otto classi diverse (per livello e indirizzo): 2G (Lucrezia Amelio, Francesca Beneduce, Gabriel Boscato, Rossana Casolla, Gianmarco Di Serio, Luana Vaccaro, Flavio Venanzoni), 3G (Giovanni Sanna), 3F (Giovanni Esposito), 4E (Luca Valenzano),  4G (Bruno Barbato, Diego Chitti, Andrea De Cristofaro, Antonio De Santis, Fabrizio Lucrezi, Laura Pegna, Ermanno Torre), 4 D (Gaia Minieri), 4 F (Federica Garufi), 5 G (Davide Cipriano, Giorgio Colonna, Alessia Di Costanzo, Manuela Grassi, Alessia Senese, Emanuela Viglietti, Fabrizia Vigna) e un ex studente del liceo Luigi Miliano.

Il laboratorio teatrale rientra tra le attività programmate nell’ambito del PON Scenari per l’inclusione (inclusione sociale e lotta al disagio) “in corso d’opera”.

Attese” prima parte: clicca sul link

https://drive.google.com/file/d/1KM1ypkJzVAclYz2BjcQ1e5tQWaFNQdbt/view

 

 

Piero della Francesca, Il Battesimo di Cristo: un video di Carmen di Vaio e Marco Gargiulo 4D

La bellezza delle discipline umanistiche sta nel farci risvegliare nostalgie e sentimenti nascosti nel profondo del cuore, attraverso la lettura di poesie o la contemplazione di opere d’arte. Con la produzione di questo lavoro, il quale vede protagonista Il Battesimo di Cristo, un’opera di Piero della Francesca, l’obiettivo non è solo quello di raccontare l’opera ma anche di far provare, a chi ascolta, nuove emozioni. La realizzazione è stata colta come un’altra sfida che l’esperienza scolastica ci ha offerto;  all’inizio possiamo affermare che non è stato semplice perché le idee erano tante, ma poi qualcosa ci ha illuminato: la curiosità di toccare con mano questa materia, di tuffarci all’interno di un quadro, cercare di immedesimarci nell’artista, il quale a sua volta ha la capacità di rendere unico e comune quello che sta provando. Desideravamo sentirci anche solo per un istante, artisti e rendere questo lavoro lo specchio della nostra anima, perfettamente in armonia con quella dell’artista. Tutto ciò infine, ci ha spinto a voler trasmettere anche agli altri ma sopratutto ai giovani, l’amore per l’arte

Carmen Francesca Di Vaio e  Marco Gargiulo, 4D

https://www.youtube.com/watch?v=OJJXgyfJDaY&feature=youtu.be

I ragazzi della 3D e 4D interpretano modi di dire tedeschi

Un’attività un po’ diversa dal solito in questi tempi di segregazione casalinga e Didattica a Distanza: i ragazzi della 3D e 4D sono stati invitati ad illustrare alcuni modi di dire della lingua tedesca attraverso una composizione fotografica il più possibile creativa, fantasiosa e divertente, realizzata con quel che si aveva a disposizione a casa e di cui loro stessi fossero protagonisti. Al successivo incontro via Skype/Zoom ho mostrato loro le foto e ciascuno in chat ha cercato di indovinare il modo di dire (Redewendung) nell’interpretazione dei compagni. Alcuni hanno accostato il corrispondete modo di dire italiano. Eccovi i risultati migliori, con la traduzione letterale.

Un grazie particolare a Gaia Lamari per l’ottima assistenza tecnica nell’assemblaggio delle foto.

Complimenti a tutti dal prof. Pietro Pavanini!

La didattica online porta i lavori degli studenti del Liceo Mazzini sul sito del Ministero dell’Istruzione e sui quotidiani ” Il Mattino”e “Il Roma”

#LaScuolaNonSi Ferma- Didattica a Distanza – Nuovo Coronavirus

#LaScuolaNonSiFerma. Anche al tempo del Coronavirus. Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di raccogliere in una rubrica dedicata e sui propri canali social tutte le esperienze, le storie, i gemellaggi, gli esempi di didattica a distanza che arrivano ogni giorno dalle scuole italiane. Un modo per non perdere il contatto con le studentesse e gli studenti, per animare il racconto delle buone pratiche, per riunire le istituzioni scolastiche. E per dimostrare che il mondo della scuola, anche in un momento così difficile e imprevedibile, vuole andare avanti.

Clicca sul Link:

https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza_lascuolanonsiferma.html

4D, 4E, 4G, 5E: “L’arte di restare a casa” a cura della prof. A. Potenza

Ogni tanto ci può far bene prendere una boccata d’aria, soprattutto in questo periodo d’emergenza, basta affacciarsi al balcone o alla finestra e sembra quasi che il mondo torna dentro casa.

Il disegno, dall’originale di Gustave Caillebotte (Uomo al balcone, 1880), è stato realizzato con pastelli, e sono presenti delle sfumature effettuate con colori e gomma.

Ermanno Torre 4G

 

 

 

 

Le infermiere volontarie della C.R.I. (Croce Rossa Italiana) hanno fornito un enorme contributo durante la prima e la seconda guerra mondiale, con la loro assistenza sanitaria militare. Note con l’appellativo di “Crocerossine”, queste donne accorsero volontariamente sul campo di battaglia divenendo dei veri e propri angeli per i soldati. Esse infatti rappresentavano l’unico barlume di speranza nell’oscurità e nell’orrore della guerra, proprio come oggi i nostri medici e infermieri combattono ogni giorno contro la nuova minaccia del COVID-19 sono i nostri angeli custodi.

Disegno realizzato da Marcella Cangiano 5E

Contributi dal blog L’arte di restare a casa: