Una scuola vera ed efficiente

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Giulia Di Leva: La mia esperienza in Austria

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FB_IMG_1480530831881Giulia Di Leva (5D) ha trascorso tre mesi a Graz, a casa di Sophia Hartleb, che a sua volta era stata sua ospite nello scorso anno scolastico qui a Napoli.

Sulla sua esperienza ha realizzato questo Prezi in italiano e quest’altro in tedesco

E questo è il suo racconto

Ho trascorso quasi tre mesi in Austria, sono partita il 5 settembre e ritornata il 25 novembre.
Ho abitato in un paesino chiamato Sankt Oswald, nei pressi di Graz. Mi sono trovata benissimo con ognuno della famiglia di Sophia, che vive con i suoi genitori e suo fratello.
Mi hanno fatto sentire come a casa e vivere in così tanta armonia è stato qualcosa di diverso dal solito per me.
Ho dovuto comprare un abbonamento annuale per bus e treni valido in tutta la regione, perché è l’unica soluzione quando non hai una macchina. La città è una vera metropoli, ma i collegamenti con i paesini non sono altrettanto ben gestiti. La difficoltà più grande è stata infatti raggiungere il centro… Soltanto tre pullman al giorno portano alla stazione: uno alle sei e mezzo del mattino, uno alle due e l’ultimo alle cinque e quaranta del pomeriggio.
Mi sono infatti iscritta in palestra per un mese, ma ci sono andata soltanto due volte.
A parte questo, non c’è nessun altro aspetto negativo del posto. Le persone sono un po’ diverse, sono più calme e si stressano molto più facilmente. Si pranza tardi, a volte anche alle quattro, ma si cena verso le sei e mezzo perché alle nove circa si va a letto. Sono rimasta infatti sveglia ogni sera da sola, perché nonostante i miei sforzi non sono riuscita ad abituarmi a dormire tanto quanto loro.
La scuola è bellissima, prima era un monastero. Non si sceglie un indirizzo, le materie sono uguali per tutti, ma si può decidere di seguire arte oppure musica, e ci sono due livelli per il francese e il latino, a seconda di quando si comincia a studiare l’uno e quando l’altro. Le lezioni sono di 50 minuti, dopo i quali c’è sempre una pausa. Non hanno le LIM in tutte le classi, ma hanno macchinette del caffè o di merendine, un bar, un dottore e classi apposite per le lezioni di biologia, chimica, musica, informatica e fisica.
Non studiano molta letteratura e filosofia come tendiamo a fare noi in Italia, però in compenso il programma delle lingue è finalizzato a preparare al mondo del lavoro, con vocaboli da imparare e testi da scrivere. Ciò che più ho apprezzato è stato essere a contatto con persone di altri paesi, il fatto che lì tutti sappiano parlare almeno l’inglese, perché sono abituati a scambi culturali e progetti di questo genere.
Nella mia prima settimana, sono stata nel Tirolo, a Kitzbühel, dalla zia di Sophia. Siamo andate a fare escursioni in montagna e a visitare le piste di scii dove si svolgono le gare in inverno. Ho visto Innsbruck, che chiamano “città per universitari”, dato che tutti si spostano lì per gli studi e Salisburgo, la città natale di Mozart, molto romantica.
Ho partecipato al viaggio in Francia con la classe di Sophia, da famiglie ospitanti. La mattina andavamo a scuola a seguire dei corsi in francese e il pomeriggio facevamo gite, sempre in una città o un paesino differenti. Ho visto quindi Cannes, Nizza, Saint Tropez, Saint Paul De Vence e tanto altro.

Una volta cominciato l’anno scolastico la mia famiglia ha avuto meno tempo per organizzare giornate fuori, ma posso dire di aver comunque visitato tanti luoghi.
Mi hanno portata, ad esempio, sulla neve perché io non l’avevo mai vista!
A volte io e Matilda siamo andate in città da sole e poi insieme a Giovanni abbiamo fatto un giro turistico della città, in base a quello che ci era stato suggerito.
Graz è carina, ma dell’Austria ho amato i paesaggi naturali, il verde e soprattutto il rosso e l’arancione che sono arrivati con l’autunno.
Con Sophia ho parlato esclusivamente tedesco da quando è andata via da Napoli, perché lei voleva migliorare il suo inglese e quindi prima non mi è stato possibile farlo. Gli austriaci parlano in dialetto, quindi avrei dovuto chiedere a tutti di parlare “Hochdeutsch”, il tedesco vero e proprio, ma non l’ho fatto. Sophia e sua madre si sforzavano per aiutarmi, ma in gruppo era tutt’altra storia. Ho preferito passare la prima settimana in “depressione”, per poi capire sempre più. A differenza degli italiani, il dialetto non cambia di città in città ed anche di paese in paese, quindi è molto più semplice comprendere. Ci sono riuscita sia con le persone della Stiria che quelle del Tirolo ed ora il tedesco puro mi risulta molto più semplice di prima.
Nell’ultimo mese della mia permanenza lì c’è stato il Maturaball, il loro ballo di maturità ed io non ho partecipato ai balli di coppia ma allo spettacolo dopo la mezzanotte, montando una coreografia per il mio gruppo.
La sera prima di partire, i miei amici mi hanno fatto una sorpresa preparando un cartellone con scritto “ci mancherai” e dediche da parte di ognuno, che ho letto solo una volta a Napoli, con tanta tristezza nel cuore. Mi sarebbe piaciuto restare più a lungo ma non è stato possibile e quindi ritornerò quest’estate nel posto che mi ha fatto staccare la spina, crescere, e ritrovare (spero) una certa armonia che credevo di aver definitivamente perso.

 

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