Teatro Salesiani 20 maggio 2026, ore 17,00
“Tocca a tutti pensare”
drammaturgia a cura della prof. ssa Adriana Russo
liberamente ispirato alla favola “Taniko”
Quest’anno le studentesse e gli studenti del liceo “G. Mazzini” di Napoli, nell’ambito delle attività extracurricolari inerenti il laboratorio teatrale, hanno indagato ed esplorato, tra le tematiche di forte impegno civile che da sempre caratterizzano le scelte dei percorsi didattici interdisciplinari di educazione civica del nostro liceo, il senso ed il valore dei diritti umani tra le giovani generazioni.
Coordinati dalla docente Adriana Russo, da anni impegnata nelle diverse attività del mondo dello spettacolo dal vivo e del cinema, supportata anche quest’anno da Silvana Rinaldi, gli allievi, appartenenti a sedici classi diverse per livelli e per indirizzo di studio, si sono cimentati in riflessioni che affrontano, in una chiave attenta all’ironia, il rispetto dell’altro e delle differenze sociali, la lotta contro le diverse forme di discriminazione e di violenza intesa anche come forma verbale, costruendo possibili nuovi percorsi per stare insieme in modo responsabile e consapevole.
Partendo dallo spunto offerto da una favola giapponese del XV secolo, il testo teatrale “Tocca a tutti pensare” si è arricchito in itinere di tante riflessioni e spunti che attraversano il tempo e lo spazio fino ad arrivare ai nostri giorni, in questo modo tutti i partecipanti hanno potuto lavorare attivamente sul significato di cosa significa oggi promuovere azioni atte a creare un ambiente di rispetto e di inclusione per tutti, al di là delle differenze di razza, sesso, religione, età, condizioni sociali. Un invito, insomma, alla riflessione – sempre e comunque – che diventa un momento di democratica condivisione dei valori civili per creare le basi reali per una società sempre più partecipe, libera e consapevole dei propri diritti.
L’assurdità dell’applicazione delle regole, che mette a repentaglio l’esistenza stessa dell’umanità, viene raccontata con una struttura narrativa molto flessibile che attinge tanto alla tradizione teatrale quanto all’avanguardia del teatro didattico e didascalico di brechtiana memoria. “Tocca a tutti pensare” è un testo fluido e composito perché utilizza forme e generi d’arte diversi, nei quali si sono sperimentati e messi in gioco i giovani studenti, una palestra didattica attiva dove confrontarsi e crescere insieme praticando un’analisi guidata sui temi dell’impegno dei diritti umani attraverso la lettura drammatizzata, la recitazione, la danza, la musica dal vivo, la pittura, l’arte della scenografia e quella della realizzazione dei costumi. Un viaggio tra culture diverse che si confrontano in modo costruttivo, da una parte un oriente ricostruito nei costumi ed alcuni elementi scenografici attraverso un paziente lavoro di sensibilità estetica, dall’altro un occidente che cerca di mettere in campo, con le parole di alcuni grandi pensatori/filosofi, un’umanità che si interroga, in modo indiretto, ma in profondità, sul tema della pace intesa quale elemento fondante per stabilire il giusto equilibrio e rispetto dei diritti umani. Come cifra stilistica scenografica e anche per alcuni costumi, è stata scelta la “carpa”, un animale apprezzato e stimato nella cultura giapponese, non solo per la sua bellezza come pesce colorato, ma soprattutto per quello che simboleggia, la perseveranza, l’energia, il coraggio, la forza poiché in grado di nuotare controcorrente, quindi simbolo di una rappresentazione anticonformista (la forza di non seguire la corrente, bensì di seguire la propria via indipendentemente dal resto) e di superare le avversità. Tutte “virtù” che sono alla base per uno sviluppo civile dell’umanità alimentando la crescita di un impegno concreto per i diritti umani. E per fare questo è importante che:
“Prima di tutto si deve imparare ad essere d’accordo.
Molti affermano di sì, ma non sono veramente d’accordo.
Annuiscono per convenzione, per abitudine.
A molti, invece, non è chiesto nulla e asseriscono lo stesso di essere d’accordo
Altri invece sono d’accordo senza riflettere e lo sono a volte anche nell’errore
Perciò prima di tutto si deve imparare ad essere d’accordo.
Partendo quindi dall’essere d’accordo e dalla sua condivisione tra gli esseri umani, non vivremmo le tante e diverse forme di sfruttamento, conflitti, discriminazioni, disuguaglianze.”
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